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martedì 14 giugno 2016

"La commistione tra Islam e politica ha fatto sfociare l’Islam nel terrorismo"

[Voci dal mondo arabo]


Dopo la strage di Orlando, un giornalista saudita solleva una critica: "La maggior parte dei popoli islamici cerca una via di fuga, eludendo la verità e inventando ragioni presunte"

Al-Jazeera, 14 giugno 2016. Di Muhammad Al al-Shaykh

So con certezza che la maggior parte dei popoli islamici odia la verità, cerca la via della fuga, eludendola e inventando delle ragioni presunte. Ho maturato questa certezza dopo aver scritto periodicamente e osservato, per oltre quindici anni, le reazioni che suscitano i miei scritti.

Dopo l’11 settembre ci siamo ostinati, abbiamo imbrogliato e rifiutato di accettare la verità, il fatto cioè che gli attentatori fossero musulmani arabi, e abbiamo detto che questo crimine efferato non aveva nulla a che vedere con l’Islam e con i musulmani, ma era un complotto dei nemici sionisti. Finché ha fatto la sua comparsa Bin Laden, criminale deceduto, che ha rivendicato l’attentato.

Ieri un afgano di origini musulmane ha fatto irruzione in una discoteca per gay a Orlando in America con un kalashnikov, ha ucciso 50 persone e ne ha ferite altre 53 in uno dei più grandi attentati terroristici dopo quello dell’11 settembre. Questo fatto avrà sicuramente conseguenze gravi per l’immagine dell’Islam tra gli americani e contribuirà a rafforzare i sentimenti di odio verso i musulmani da parte americana, in particolare ora che la battaglia presidenziale è alle porte e la lotta tra i candidati del partito Repubblicano e Democratico divampa. In questo periodo in particolare, ciascun candidato cercherà di polarizzare i sentimenti degli elettori e ottenere il loro voto. Non ho il benché minimo dubbio che il candidato di estrema destra, Donald Trump, sfrutterà questo attentato terroristico per rafforzare la sua celebre presa di posizione razzista contro i musulmani, e la candidata Hillary Clinton sarà costretta a tenere il passo con lui. I primi perdenti saranno gli americani musulmani, poi i musulmani di ogni parte del mondo. Sarà una sconfitta per la reputazione e l’immagine dell’uomo musulmano, dubiteranno di lui e lo accuseranno di terrorismo, ovunque egli andrà.

Come dissi in occasione degli eventi dell’11 settembre, e come ribadisco ora, la commistione tra Islam e questioni politiche ha fatto sfociare l’Islam nella violenza e nel terrorismo. Certo, non vi è relazione tra l’Islam e il terrorismo, ma chiunque creda che l’Islam debba entrare nelle questioni politiche, ne fornisca la categoria, e difenda ciò in cui si avventurano i movimentisti sedicenti musulmani è responsabile del terrorismo, sia che condanni questi crimini sia che li accolga.

L’Islam è prima di tutto il rapporto tra l’uomo e il suo Signore, un rapporto riassunto dai cinque pilastri dell’Islam, che sono le costanti in ogni tempo e in ogni luogo. Il resto, come dico e ripeto sempre, sono questioni puramente terrene […], stabilite dalle necessità contingenti. I sedicenti musulmani politicizzati rifiutano le realtà storiche nonostante queste siano confermate come tali, e non ritengono necessario accompagnarle con cambiamenti di natura contingente. Il risultato della divergenza tra le condizioni del passato e le necessità del presente è il fallimento dei sedicenti musulmani e delle loro teorie. Ciò ha fatto sì che l’Islam diventasse per i musulmani politicizzati uno strumento di violenza e terrorismo.

Perciò io dico che il terrorismo continuerà a minacciare il mondo da un capo all’altro fintanto che i musulmani non si convinceranno fermamente a tenere lontana la loro religione, il lecito (halāl) e l’illecito (harām) dai corridoi della politica. La religione è costante, non muta, mentre la politica deve mutare per adeguarsi alle condizioni e alle necessità mutevoli.

sabato 14 novembre 2015

Attentato Parigi: testo di rivendicazione di Isis


Di seguito il testo della rivendicazione postata dallo Stato Islamico a poche ore dall'attentato.  


Disse Iddio l’Altissimo: “Essi pensavano che le loro fortezze li avrebbero protetti da Dio, ma Dio li ha afferrati da dove meno si aspettavano, ha gettato nei loro cuori lo spavento ed essi hanno demolito le loro case con le proprie mani e grazie alle mani dei credenti. Riflettere, voi che avete vista acuta” (59,2).

In un attacco benedetto del quale Dio ha facilitato le cause, un gruppo di credenti tra i soldati del Califfato – che Dio gli conceda potenza e vittoria – ha preso di mira la capitale degli abomini e della perversione, che porta la bandiera della croce in Europa, Parigi.

Un gruppo, che ha lasciato la vita terrena, è avanzato verso il nemico cercando la morte sulla via di Dio, portando soccorso alla sua religione, al suo Profeta e ai suoi alleati, e nell’intento di umiliare i nemici. Essi sono stati sinceri con Dio; noi li consideriamo tali. Dio ha conquistato attraverso le loro mani e ha gettato la paura nel cuore dei crociati nella loro stessa terra.

Otto fratelli che indossavano cinture di esplosivo e fucili d’assalto hanno preso come bersaglio
dei luoghi minuziosamente scelti in anticipo nel cuore della capitale francese: lo stadio di Francia durante la partita dei due Paesi crociati – la Francia e la Germania – alla quale assisteva l’imbecille di Francia Francois Hollande, il Bataclan, dove erano riuniti centinaia di idolatri durante una festa di perversità, e altri obbiettivi nel decimo, undicesimo e diciottesimo arrondissement. Parigi ha tremato sotto i loro piedi e le strade sono diventate strette per loro. Il bilancio degli attacchi è di minimo 200 crociati uccisi e ancora più di feriti – la lode e il merito appartengono a Dio.  

Dio ha facilitato i nostri fratelli e ha dato loro ciò che speravano (il martirio). Dopo aver terminato le munizioni, essi hanno detonato le cinture esplosive tra i miscredenti. Che Dio li accetti tra i martiri e ci consenta di raggiungerli. La Francia e quanti seguono la sua strada devono sapere che rimangono gli obbiettivi principali dello Stato Islamico e che continueranno a sentire l’odore della morte per essersi messi alla guida della crociata, aver osato insultare il nostro Profeta, essersi vantati di combattere l’Islam in Francia e colpire i musulmani nella terra del Califfato con i loro aerei, che a nulla sono serviti nelle strade maleodoranti di Parigi. Questo attacco non è che l’inizio della tempesta e un avvertimento per coloro che vogliono meditare e trarne delle lezioni.

Dio è il più grande. Ma la potenza appartiene a Dio e al Suo messaggero e ai credenti, e gli ipocriti non sanno nulla (63,8).